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Gianfranco Caliendo - La Respirazione
La
respirazione è una funzione primaria, in quanto tutti gli organismi
viventi devono respirare
per poter vivere.
Si può resistere per
giorni senza mangiare e bere, ma non si può rimanere senza respirare
se non per una manciata di secondi.
Si respira per la
necessità del corpo umano di trasformare, attraverso l’ossigeno,
l’energia delle
sostanze nutritive (zuccheri, proteine,etc...) in
energia utilizzabile dalle cellule.
Il “rifornimento”
continuo di ossigeno, si ottiene attraverso l’ inspirazione,
mentre l’espirazione
provvede ad espellere, come sostanza di
rifiuto, il diossido di carbonio.
L’ aria entra,
tramite le narici , nella parte alta dell’ apparato
respiratorio ( rinofaringe ).
In questa sede essa
viene riscaldata, filtrata, purificata e, soprattutto,
umidificata.
L’umidificazione è
anche indispensabile per le “buone prestazioni” delle corde vocali.
Infatti, l’eccessiva
secchezza delle stesse causa, molto spesso, cattivo rendimento e
patologie varie.
Il percorso dell’
aria continua attraverso la faringe , primo tratto della
cavità orale , la laringe,
dove “alloggiano” le corde vocali,
la trachea , un “tubo” rigido ma flessibile, importante per
la
deglutizione, i bronchi e i bronchioli , organi
“ramificati” che hanno una funzione connettiva, e
giunge fino ai
polmoni , diffondendosi negli alveoli
polmonari.
Il
perpetuo movimento inspirazione-espirazione dei polmoni, nei quali
viene sfruttata la loro
“elasticità”, interessa , chiaramente, anche
altri sistemi.
Infatti, durante la
prima fase di immissione dell’aria, si osserva un allargamento delle
ossa
della gabbia toracica; esso avviene grazie all’
intervento della muscolatura.
L’ “accessorio” più
importante per il compimento delle due fasi della respirazione è il
diaframma.
Costituito da una parte muscolare periferica e da
una parte tendinea centrale (nervo frenico),
il diaframma è
da considerarsi un muscolo involontario , la cui attività è
tuttavia modificabile
volontariamente grazie ad altre fasce
muscolari.
Esso separa la cavità
toracica da quella addominale e si presenta, in posizione di riposo,
come una cupola.
Durante la fase di
inspirazione, il diaframma si abbassa e si appiattisce,
spingendo le visceri
verso il basso e favorendo l’apertura dei
polmoni nella gabbia toracica. Quest’ ultima viene
“fissata” dai
muscoli dentati posteriori (superiori ed inferiori) e da quelli
intercostali,
in modo controllabile.
L’ espirazione,
durante la quale l’aria povera di ossigeno viene espulsa
passivamente,
avviene quando i muscoli e il diaframma, che hanno
provocato l’inspirazione, si rilasciano.
L’ elasticità del
tessuto dei polmoni permette la contrazione automatica ,
stimolata soltanto da impulsi nervosi.
La decontrazione
del diaframma in fase espiratoria è controllabile con l’ausilio
dei
muscoli addominali , che possono garantire una
“gradualità” regolare dell’ espulsione d’aria e,
di conseguenza, del
flusso che attraversa le corde vocali nell’ atto della fonazione,
mantenendo
l’ espansione della gabbia toracica.
La regolarità dei
movimenti respiratori è assicurata dalla struttura ossea della
colonna vertebrale ,
e del bacino , se posizionato
stabilmente e correttamente, cioè con la giusta
“postura”.
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