La Voce

Mauro Uberti

La voce, il più importante fra i mezzi della comunicazione umana, è il suono generato per azione del fiato dalla vibrazione delle corde vocali (gli elementi vibranti del nostro apparato fonatorio) e modulato timbricamente nel percorso del canale vocale, il condotto, cioè, formato dalla cavità della gola ( faringe) e dalla sua continuazione nella bocca. Come mezzo di espressione musicale è, almeno storicamente, il più importante e, comunque, il più spontaneo ed universale. La sua descrizione costituisce un capitolo della fisiologia e prevede le necessarie conoscenze anatomiche.

La produzione della voce, o fonazione, è scomponibile ai fini descrittivi in tre funzioni elementari: la produzione del fiato, la generazione dei suono e la modulazione dello stesso. Nella realtà le tre funzioni sono componenti inscindibili di un fenomeno unico.

In prima approssimazione l'apparato fonatorio può essere così schematizzato: un serbatoio dell'aria, elastico e inerte ( i polmoni) racchiuso in aria camera a pareti mobili ( la gabbia toracica) ed appoggiato su un pavimento a livello variabile ( il diaframma) il quale. a sua volta interagisce con la cintura muscolare addominale; un tubo di carico e scarico dell'aria ( la trachea) chiuso superiormente da una valvola ( la laringe) capace di funzionare, a volta a volta, da saracinesca o da generatore di suono; un sistema muscolare di sospensione che, collegato alla laringe per mezzo dell'osso ioide, la tiene appesa al cranio e, con essa. tiene appesi trachea e polmoni; un tubo di risonanza ( il canale vocale) di forma, lunghezza e volume variabili, capace di modulare timbricamente per risonanza il suono generato dalla laringe.

Le connessioni indicate fanno quindi intravedere l'apparato fonatorio come un sistema meccanico alquanto complesso, in equilibrio instabile fra la sospensione e l'appoggio, nel quale ogni variazione di stato a carico di uno dei suoi componenti si riflette sugli altri.

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La respirazione

Mauro Uberti

In questa sede il termine respirazione è circoscritto all'attività meccanica, necessaria alla produzione del fiato. Essa è attuata dagli organi scheletrici e muscolari che avvolgono i polmoni o che agiscono indirettamente su di essi

Gli organi scheletrici sono: il bacino, al quale si inseriscono le muscolature respiratorie addominale e dorsale, la colonna vertebrale e la gabbia toracica.

Il bacino è costituito da sei ossa pari, saldate ( ischio, pube ed ileo) ed è articolato con l'osso sacro, impari. Sulla faccia superiore di questo si innalza, la vertebrale costituita da cinque vertebre lombari, dodici vertebre costali e sette vertebre cervicali. Alle vertebre costali si inseriscono dodici paia di coste, delle quali le sette superiori ( coste vere) si uniscono anteriormente allo sterno formando anelli ossei completi. Le tre coste inferiori incomplete ( o coste false) si ricollegano all'ultima delle coste vere mentre le ultime due rimangono fluttuanti. Il complesso delle vertebre costali delle coste e dello sterno costituisce la gabbia toracica.

Le coste sono inclinate in avanti, in basso e di lato ed il loro sollevamento ad opera dei muscoli inspiratori determina l'allargamento della gabbia toracica. Poiché all'aumento di volume che ne consegue corrisponde un abbassamento della pressione interna, l'aria esterna si precipita nei polmoni che si gonfiano, e ristabilisce l'equilibrio.

Alle coste si inseriscono i muscoli espiratori addominali e dorsali. La loro contrazione determina l'inclinazione in avanti e in basso degli anelli costali, la compressione dei polmoni e l'espirazione dell'aria. Il meccanismo descritto, assimilabile a quello di un mantice, prende il nome di respirazione costale .

A tutto il margine inferiore della gabbia toracica è inserito il diaframma, un muscolo laminare, costituente una cupola con la base inclinata in alto e in avanti, il cui vertice sale all'interno, della gabbia toracica fino all'altezza del quarto spazio intercostale. Esso costituisce il pavimento della cavità toracica e quando, contraendosi, si appiattisce, ne consegue l'allungamento dei diametro verticale di questa, l'aumento dei volume e, quindi, gli stessi fenomeni descritti per l'inspirazione costale.

Il diaframma è appoggiato sui visceri i quali sono a loro volta sostenuti dalla cintura muscolare addominale. Durante la sua contrazione esso li spinge in basso mentre i muscoli addominali si rilasciano facendo sporgere l'addome. Nella fase espiratoria essi si contraggono, risospingono i visceri verso l'alto mentre il diaframma, opponendosi a tale azione, regola il movimento di risalita. Il meccanismo descritto, assimilabile a quello di uno stantuffo, viene definito come respirazione addominale .

Le due componenti, costale e addominale, della respirazione si integrano a vicenda dando luogo alla respirazione mista. Nei soggetti in cui l'inclinazione delle coste è accentuata l'equilibrio fra i due tipi di respirazione si sposta verso quella costale. E’ ciò che avviene nelle donne e, in genere, nei longilinei dei due sessi, mentre negli uomini e nei brevilinei si ha tendenzialmente respirazione addominale anche se quella anatomica non è la sola causa del fenomeno.

Durante l'espirazione i polmoni, sollevati dai visceri con l'interposizione dei diaframma e compressi lateralmente dalle coste, vengono strizzati verso l'alto e con essi risale la trachea al sommo della quale si trova la laringe. Tale risalita è componente fondamentale del meccanismo della produzione del suono.